Il CoVID-19 minaccia i nostri sogni? Effetto della quarantena sul peso corporeo e sulla qualità del sonno

Al fine di ridurre la diffusione del CoVID-19 e il numero di contagi, il 12 Marzo 2020, mediante il decreto #iorestoacasa, in Italia è stata dichiarata la quarantena di emergenza, con severe misure di contenimento su tutto il territorio nazionale. La quarantena correlata al CoVID-19 ha portato cambiamenti improvvisi e radicali negli stili di vita, in particolare nelle abitudini alimentari. In particolare, a causa della limitazione della spesa quotidiana, la popolazione ha ridotto il consumo di alimenti freschi come frutta e verdura e ha incremento il consumo di alimenti trasformati, ricchi in grassi e calorie. In più, la quarantena ha ridotto l'attività fisica e le attività all'aperto, riducendo drasticamente il dispendio energetico e portando ad un aumento del peso corporeo.

È noto che una dieta ipercalorica, ricca in grassi e carboidrati e una ridotta attività fisica, sono fattori importanti associati all’incremento dell’obesità e, conseguentemente, ai disturbi del sonno. Queste condizioni, insieme al continuo sentire dai telegiornali o leggere dai giornali sulla pandemia, ha incrementato la condizione di stress, spingendo le persone a “consolarsi” con cibi non sani, ricchi in zuccheri e grassi che hanno aumentato il peso corporeo, portando, di conseguenza, anche ad alterazioni della qualità del sonno.

In questo contesto, recentemente, il Dott. Luigi Barrea, Nutrizionista e Assegnista di Ricerca in Endocrinologia, insieme alla Dott.ssa Giovanna Muscogiuri, Ricercatrice in Endocrinologia e al gruppo di ricerca dell’Unità di Endocrinologia del Dipartimento di Medicina Clinica e Chirurgia, Università degli Studi di Napoli Federico II, coordinato dalla Prof Annamaria Colao, hanno valutato, in uno studio clinico, l'effetto della quarantena sull’incremento del peso corporeo e sulla qualità del sonno e, se il cambiamento di questi parametri, erano correlati anche alle modalità di lavoro agile (o smart working). A tale scopo, sono stati arruolati 121 soggetti adulti in cui sono stati valutati i parametri antropometrici (peso corporeo e calcolo dell’indice di massa corporea, BMI), i livelli di attività fisica e le modalità di lavoro (smart-working o lavoro in ufficio). La qualità del sonno è stata valutata mediante il questionario Pittsburgh Sleep Quality Index (PSQI). I soggetti sono stati valutati prima della quarantena (pazienti che afferivano in ambulatorio nel periodo Gennaio-Febbraio) e dopo 40 giorni di quarantena (valutati mediante intervista telefonica). I risultati dello studio hanno mostrato che, nel complesso, i partecipanti hanno mostrato un aumento significativo del peso corporeo in termini di BMI e un peggioramento della qualità del sonno, dopo 40 giorni di quarantena. Per quanto riguarda l'attività fisica, questa si è ridotta solo nei partecipanti maschi. Inoltre, i soggetti che hanno lavorato in modalità smart-working rispetto a quelli che hanno continuato a lavorare in ufficio, hanno avuto un significativo peggioramento della qualità del sonno. In conclusione, questo studio è stato il primo ad indagare l'impatto della quarantena dovuto alla pandemia CoVID-19 sulle modifiche della qualità del sonno. In sintesi, la quarantena ha portato a un significativo aumento del BMI e a una diminuzione della qualità del sonno nella nostra coorte di soggetti. Pertanto, durante i periodi di quarantena potrebbe essere consigliabile adottare strategie dietetiche per contrastare l’incremento ponderale e i disturbi del sonno, attraverso il consumo di alimenti che promuovono la sintesi di serotonina e di melatonina (due ormoni che favoriscono il sonno), come radici, foglie, frutti e semi come mandorle, banane, ciliegie e avena, soprattutto a cena, e aumentare, per quanto possibile, l'attività fisica.

 

Fonte: Barrea L, Pugliese G, Framondi L, Di Matteo R, Laudisio D, Savastano S, Colao A, Muscogiuri G. Does Sars-Cov-2 threaten our dreams? Effect of quarantine on sleep quality and body mass index. J Transl Med. 2020 Aug 18;18(1):318. doi: 10.1186/s12967-020-02465-y.