L’angolo di fase potrebbe essere uno strumento per rilevare l'infiammazione sistemica nei pazienti adulti con sindrome di Prader-Willi?

di Luigi Barrea

La sindrome di Prader-Willi è una rara malattia genetica (colpisce circa 1/25.000 nati) caratterizzata da anomalie ipotalamico-pituitarie associate già alla nascita e grave ipotonia che comporta problemi di deglutizione e di allattamento. Il paziente con sindrome di Prader-Willi ha inoltre delle caratteristiche facciali peculiari (fronte stretta, occhi a mandorla, labbro superiore sottile e bocca rivolta verso il basso) e mani e piedi molto piccoli. A partire dai due anni di età circa, nel bambino affetto da sindrome di Prader-Willi si manifesta una costante assenza di sazietà (iperfagia) la quale, se non controllata, può portare a obesità grave.

Difficoltà di apprendimento e disturbi del comportamento quali disturbi ossessivo-compulsivo o manipolativo e disturbi psichiatrici di entità variabile che comportano problemi simili a quelli caratteristici dello spettro autistico, sono caratteristici della sindrome di Prader-Willi. Altre anomalie endocrinologiche correlate alla sindrome di Prader-Willi contribuiscono al quadro clinico caratterizzato da bassa statura, deficit dell'ormone della crescita (GH), e sviluppo puberale incompleto. Queste alterazioni endocrine, insieme all’obesità, sono una concausa dei disturbi metabolici, come ipertensione, diabete mellito di tipo 2 e dislipidemia e ipovitaminosi D nei pazienti con Prader-Willi.

La grave obesità in questi pazienti è la più importante causa di morbidità e mortalità. L'obesità, in particolare quella viscerale, porta a uno stato di infiammazione sistemica caratterizzata dalla secrezione di citochine pro-infiammatorie che portano ad un incremento dei livelli di proteina C-reattiva che contribuiscono all'inizio e alla progressione di numerose patologie metaboliche. Nei pazienti con sindrome di Prader-Willi è spesso difficile eseguire il prelievo venoso per la valutazione dell’infiammazione, rendendo così difficile la diagnosi e il trattamento con conseguente peggioramento delle patologie metaboliche e cardiovascolari ad essa correlate.

Recentemente, il Dott. Luigi Barrea, Nutrizionista e Assegnista di Ricerca in Endocrinologia, insieme al suo gruppo di ricerca dell’Unità di Endocrinologia del Dipartimento di Medicina Clinica e Chirurgia, Università degli Studi di Napoli Federico II, hanno pubblicato uno studio clinico dove hanno scoperto che, l’angolo di fase, un parametro ottenuto dalla bioimpedenziometria, uno strumento semplice, valido e non invasivo per valutare la composizione corporea, potrebbe essere uno parametro semplice utilizzato per rilevare l'infiammazione sistemica di basso grado negli adulti affetti dalla sindrome di Prader-Willi.

Nel presente studio, il Dott. Luigi Barrea e collaboratori, hanno riportato per la prima volta che l’angolo di fase era più basso nei pazienti adulti con sindrome di Prader-Willi rispetto a un gruppo di controllo di stessa età, valori di obesità (BMI) e sesso. In più, i bassi valori di angolo di fase erano positivamente associati ai più alti livelli di infiammazione sistemica valutati attraverso la proteina C-reattiva.

Come possibili applicazioni traslazionali, questi risultati suggeriscono che la valutazione dell’angolo di fase potrebbe aiutare i Nutrizionisti ad identificare gli adulti con sindrome di Prader-Willi ad alto rischio di infiammazione sistemica che potrebbero beneficiare di una valutazione clinica più dettagliata. Inoltre, considerando la scarsa compliance nei prelievi venosi in questi pazienti, la diagnosi biochimica di infiammazione non è sempre possibile, per cui l’angolo di fase potrebbe essere un potenziale biomarcatore non invasivo utile nella diagnosi di infiammazione cronica in questa popolazione.

 

Fonte: Barrea Luigi et al. Phase Angle: Could Be an Easy Tool to Detect Low-Grade Systemic Inflammation in Adults Affected by Prader-Willi Syndrome? Nutrients. 2020. doi: 10.3390/nu12072065.PMID: 32664600 https://www.mdpi.com/2072-6643/12/7/2065/htm.